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valentinopiglionica [ Ci sono due cose terribili nella vita: la prima è non avere ciò che vuoi. La seconda è averlo. ]
 



15 marzo 2007


Piazza pulita


      Immagine tratta dal blog della Tribù


Sia chiaro,voglio bene agli amici della Margherita e li apprezzo molto, ma quello che sta succedendo in questi ultimi tempi nei loro congressi lascia davvero basiti.
Non è un mistero che il tesseramento Dl sia naturale quanto un seno di Victoria Silvstedt nè che i due rigonfiamenti siano piuttosto simili.
Il punto è che quel tesseramento produce assemblee congressuali falsate e dominate dai "signori delle tessere" con il risultato di giungere, in alcuni casi (come a Salerno), addirittura all'annullamento.
In questi giorni
Mario e altri bloggers stanno conducendo una battaglia per l'annullamento del congresso romano dei Dl, caduto vittima della stessa malattia di cui sopra.
A loro va la solidarietà per questa battaglia di trasparenza, mentre agli amici Dl va l'invito a cambiare presto registro perchè nel Pd non può esserci spazio per questi trucchi da Prima Repubblica.




permalink | inviato da il 15/3/2007 alle 15:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


11 gennaio 2006


Il fenomeno di Arcore

Segnalo a tutti i blognauti uno splendido articolo di Curzio Maltese che compare
oggi su "Repubblica".
Dà conto della smania di protagonismo del nostro "giovane" Premier, ormai presente in tutte le trasmissioni tv,da Ferrara a Biscardi,da Vespa alla LaRosa ecc.
Non mi meraviglierebbe se entrasse anche in qualche film porno!
Per fortuna quando parla ci ricorda perchè un elettore non lo dovrebbe votare!
 

 
 

La maratona in tv di Berlusconi
è in preda a una bulimia da video
di CURZIO MALTESE

IN PREDA a una bulimia da video ormai incontenibile, lunedì sera Berlusconi, dopo aver monologato dal dipendente Ferrara con la consueta eleganza ("Biagi e Santoro si meritavano una bella pedata nel sedere"), è corso al Processo di Biscardi. Si è presentato trafelato e ha giurato: "Mi fermo soltanto due minuti, purtroppo gli impegni...". È rimasto quasi un'ora e alla fine ha avuto anche il coraggio di dire: "Ora devo scappare". Stasera sarà a Porta a Porta, contro Bertinotti, per non perdere l'abitudine. Il fido Vespa ha obbedito all'ordine implicito di non invitare l'ospite naturale per un confronto col premier, Romano Prodi.

Ha chiesto a Fassino, che gli ha indicato il capo dell'opposizione ("Non è stato Berlusconi a dire che voleva il duello con Romano?"). Poi ha chiesto a Rutelli e ha ricevuto la stessa risposta. Allora, volendo andare sul sicuro, ha telefonato a Bertinotti, il quale naturalmente si è precipitato. La maratona settimanale non è finita.

Domani Berlusconi sarà da Anna La Rosa, ad Alice, e venerdì pomeriggio su Raiuno a Conferenza stampa. Non è escluso che nel frattempo s'inventi altre partecipazioni a sorpresa, come ha fatto in radio da Fiorello e da Biscardi.

Potrebbe spuntare dalla De Filippi come da Giurato a Uno Mattina o alle spalle di papa Ratznger durante l'omelia; le incursioni mediatiche del premier hanno ormai la cadenza ossessiva ma imprevedibile di un Gabriele Paolini, il sedicente "profeta del condom".
Non perdiamo tempo a riferire i discorsi, gli attacchi, le battute più o meno volontarie. Il repertorio dell'ultimo Berlusconi ha la freschezza di un fossile del Cretaceo. Più di che cosa dice, preoccupa "quanto" lo dice.
L'Italia sta sperimentando la campagna elettorale più scorretta della storia recente delle democrazie. Berlusconi aveva minacciato "andrò in tutte le trasmissioni" ed è il genere di promessa, forse l'unica, che è capace di mantenere. È dappertutto, a ogni ora, ogni giorno, ben deciso a usare il suo personale potere televisivo, che consiste anche nella facoltà di scegliersi i giornalisti, si fa per dire, gli ospiti e gli avversari di turno. È vero che con Diego Della Valle gli è andata molto male. Ma si è trattato di un imprevisto, nessuno poteva aspettarsi tanta sincerità da un vecchio amico, né Berlusconi né il povero Vespa, che certo troverà il modo di sdebitarsi con gli interessi. Anzi, ha già cominciato.

Il potere sulle tv del premier comprende anche quello che si potrebbe definire, con un'ardita perifrasi, l'"uso criminoso" dei telegiornali.

L'intercettazione di Fassino ha avuto per esempio sul Tg1 uno spazio di poco inferiore all'attacco delle Torri Gemelle. Ora, dall'ormai celebre colloquio del segretario Ds con Consorte si capivano al massimo un paio di cose. Una è che Consorte non è galantuomo e l'altro non glielo fa notare. L'altra è che Fassino viene informato a cose fatte e quindi non è dell'affare, non fa parte della "banda". Su questo fumo il Tg1 ha aperto per almeno tre giorni i notiziari sul "caso Fassino-Unipol", mentre nel mondo Sharon finiva in coma, Ali Agca usciva dal carcere e l'influenza aviaria avanzava verso l'Europa. Da qui al 9 aprile il premier replicante ci farà vedere cose che noi umani non potevamo neppure immaginare.

Servirà alla sua causa? I sondaggi, quelli seri, continuano a indicare una vittoria del centrosinistra, nonostante gli effetti dell'affare Unipol. Lo stesso Berlusconi pare ammetterlo, quando annuncia che "il vantaggio degli avversari è ridotto a un punto e mezzo". L'ha detto ieri, in mezzo a tutto il resto. Ma un mese fa aveva annunciato la parità fra destra e sinistra nei sondaggi. L'obiettivo della lunga marcia mediatica è la conquista di milioni d'incerti, secondo le ricerche i più vulnerabili all'influenza della televisione.

Sarà in ogni caso una campagna "contro". Contro Prodi, il centrosinistra, i "comunisti". Berlusconi è sempre stato un leader più "contro" che non propositivo, diversamente da quanto narrano gli agiografi. Fin dal messaggio della "discesa in campo", dove l'anticomunismo è preponderante rispetto al "sogno del miracolo". Ma in questa campagna elettorale è diventato l'unico tema. Fallito nel ridicolo il tentativo di magnificare i risultati economici del governo, il premier riesce a ritrovare un'identità e un baricentro politico soltanto attaccando gli avversari con il vittimismo dei violenti. Si comporta come uno che ha già perso e dall'opposizione lancia la sfida alla maggioranza in carica. In fondo è un modo di riconoscere che al centro della scena oggi ci sono Prodi e l'Unione. È l'errore di un grande comunicatore imbolsito. Perfino il centrosinistra potrebbe usarlo a proprio vantaggio, se soltanto si decidesse davvero a occupare la scena della novità e del futuro con la forza delle proposte. Per esempio con lo scatto in avanti verso il Partito Democratico "subito e ovunque", come scrive Prodi. Qui e ora e non dopo le elezioni, e non nel medio periodo come insiste a dire qualche leader dell'Unione. Keynes avrebbe risposto: "Nel medio periodo saremo tutti morti".




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